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Atrofia Mascellare Soluzione iliaca

ATROFIE SOLUZIONI ORDINARIE

In questa pagina puoi approfondire e scoprire, le varie soluzioni ordinarie, da sempre nel tempo della loro invenzione a disposizione degli odontoiatri.

ATROFIE SOLUZIONI STRAORDINARIE

Cliccando sopra sul link, verrai inviato nella pagina dedicata alle nostre tecniche chirurgiche straordinarie, per ottenere soluzioni fisse a gravi e gravissime Atrofie mascellari

Sotto sono riportate alcune tecniche di prelevamento d’osso autologo ed innestamento per aumentare la massa utile, per il posizionamento degli impianti dentali in pazienti atrofici.

ALA ILIACA ANTERIORE:

È in grado di fornire una rilevante quantità di osso sia corticale che spugnoso, maggiore semplicità di modellazione dell’innesto, dato che la corticale è sottile e più facilmente flessibile per seguire la morfologia

Gli svantaggi sono rappresentati da una morbilità postoperatoria più elevata rispetto alla calvaria

F. Il versante di prelievo osseo preferibile è rappresentato dalla corticale mediale dell’ala iliaca anteriore
G-l. In caso di prelievo a tutto spessore è bene creare uno sportello sul quale vengono lasciate intatte le inserzioni muscolari questo viene quindi ribaltato e il prelievo eseguito a tutto spessore.
L. Lo sportello viene quindi riposizionato e fissato all’ala iliaca. La mancata disinserzione dei muscoli migliora e accelera la ripresa di una corretta deambulazione.

  1. Spina iliaca anteriore superiore;
  2. Ala iliaca;
  3. Muscolo obliquo esterno
  4. Muscolo sartorio
  5. Muscolo tensore della fascia lata
  6. Cresta iliaca anteriore

 

  • Dissezione su cadavere.
    A. Regione dell’ala iliaca anteriore prima della dissezione anatomica
    B-C. Dissezione del piano cutaneo e sottocutaneo ed esposizione dei muscoli obliquo esterno, tensore della fascia lata e sartorio
  1. Arteria circonflessa iliaca profonda,
  2. Legamento inguinale,
  3. Muscolo iliaco

D-E. Incisione del piano periostate e identificazione del legamento inguinale e dell’arteria circonflessa iliaca profonda.
F-G. Dissezione del versante mediate ed esposizione del muscolo iliaco.

H-l. Incisione e scollamento delle inserzioni dei muscoli tensore della fascia lata e glutei sul versante laterale dell’ala iliaca.
L. Isolamento del nervo femorocutaneo laterale della coscia.

M-N. Tecniche di prelievo osseo corticospongioso del versante mediale della cresta iliaca anteriore: si noti come il margine anteriore del prelievo si trovi ad almeno un centimetro dalla spina iliaca anteriore e dall’inserzione del legamento inguinale

  1. Zona della spina iliaca anteriore

Caso clinico con tecnica di prelievo osseo dall’ala iliaca anteriore.
A-C Atrofia verticale e orizzontale del mascellare superiore sinistro associata a pneumatizzazione del seno mascellare che impedisce l’inserimento di impianti
D. Allestimento del campo per prelievo dall’ala iliaca anteriore destra.
E. Incisione cutanea e sottocutanea che decorre parallelamente alla cresta iliaca partendo posteriormente alla spina iliaca superiore anteriore

F. Esposizione del piano fasciale.
G.H. Esposizione della cresta iliaca e tracciato osteotomico, distacco del segmento osseo dalla corticale mediale e recupero di spongiosa con cucchiaio chirurgico.
L. Sutura intradermica del piano cutaneo e posizionamento di drenaggio aspirante per ridurre il rischio di ematomi.

M-O. Esposizione del mascellare con lembo a tutto spessore, rialzo del seno mascellare con la spugnosa e innesti di apposizione con i frammenti corticali.
P. Sutura
Q. Controllo radiografico postoperatorio.
R. Controllo radiografico dopo completamento della riabilitazione protesica. (Riabilitazione implantoprotesica: dott. C. e F. Zuffetti. Milano)

Nelle figure vengono presentati casi clinici esemplificativi di interventi eseguiti a livello dell’ala iliaca anteriore

Caso clinico.
A-D. Gravissima atrofia del mascellare edentulo) con sfavorevoli rapporti intermascellari verticali, sagittali e trasversali con aumento della distanza intermascellare e retrusione mascellare. La situazione clinica rende impossibile una adeguata riabilitazione protesica su impianti

E-F. La grave atrofia coinvolge anche l’aspetto estetico a causa della retrusione mascellare (III classe scheletrica).

G-l. Osteotomia secondo Le Fort I di abbassamento e avanzamento associata a innesti iliaci di interposizione e apposizione
L-M. Controllo radiografico post­operatorio che mostra la correzione avvenuta.

O-P. Inserimento di 8 impianti nel mascellare ricostruito
Q-S. Risultato protesto finale
T. Risultato morfologico del profilo facciale dopo la correzione chirurgica e la riabilitazione implantoprotesica (Riabilitazione protesica: don. C. Stabilmi. Milano)

Caso clinico.
A-D. Grave atrofia del mascellare superiore edentulo che impedisce la riabilitazione protesica con impianti e che richiede costruzione con doppio prelievo dall’ala iliaca e dalla calvaria, a causa dell’insufficiente volume osseo residuo, della pneumatizzazione eccessiva dei seni mascellari e degli sfavorevoli rapporti intermascellari.

E. Valutatone radiografica della calvaria per l’esecuzione del prelievo osseo
F. Prelievo di osso parietale
G-H. Prelievo contemporaneo di ala iliaca dal suo versante mediale.
I. Ricostruzione tridimensionale del mascellare con innesti di apposizione e rialzo dei seni mascellari.

L-N. Controllo radiografico e clinico dopo la ricostruzione che evidenzia il notevole incremento dei volume osseo e la correzione dei rapporti intermascellari La situazione è ora favorevole per l’inserimento di impianti.
O-P. Dopo 6 mesi vengono inseriti 8 impianti nel mascellare ricostruito.

Q-R. Risultato protesico finale. (Riabilitazione protesica: dott. C. Gatti. Milano)